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Sciamatura delle Api: Come riconoscerla e cosa Fare per Evitarla

Sciamatura delle api con sciame raccolto su un ramo di ulivo

La sciamatura delle api è uno dei fenomeni che più mette alla prova l’apicoltore in primavera. Le famiglie crescono velocemente, le fioriture entrano nel vivo e una colonia che fino a pochi giorni prima sembrava perfettamente gestibile può iniziare a prepararsi alla sciamatura.

Per le api è un comportamento naturale: una parte della famiglia lascia l’arnia insieme alla vecchia regina per formare una nuova colonia. Per l’apicoltore, però, significa perdere una parte importante delle api proprio quando dovrebbe iniziare il periodo produttivo.

Il punto non è quindi “impedire alle api di sciamare a ogni costo”, ma riconoscere per tempo i segnali della febbre sciamatoria e gestire correttamente lo spazio e la famiglia.

Quando inizia il periodo della sciamatura?

Non esiste una data uguale per tutti gli apiari.

La sciamatura è tipicamente legata alla primavera e all’inizio dell’estate, ma clima, territorio, andamento delle fioriture, forza delle colonie e genetica possono anticipare o ritardare il fenomeno.

È proprio per questo che in questo periodo aumentiamo l’attenzione durante le visite. Una famiglia forte oggi può cambiare rapidamente nel giro di pochi giorni.

Quando le colonie iniziano a crescere seriamente, le visite devono avere uno scopo preciso: capire quanto spazio rimane, osservare la covata e individuare eventuali segnali di preparazione alla sciamatura.

1. Controllare lo spazio disponibile nel nido

Una delle prime cose che osserviamo è quanto spazio ha realmente a disposizione la famiglia.

Non dobbiamo limitarci a contare i telaini presenti nell’arnia. Ci interessa capire quanti sono effettivamente occupati, come si sta sviluppando la covata e quanto margine rimane alla colonia.

Una famiglia molto popolosa che sta crescendo velocemente richiede un’attenzione diversa rispetto a una colonia che occupa ancora una parte limitata del nido.

Se dobbiamo ampliare o riorganizzare una famiglia, è utile avere già pronto il materiale necessario.

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Aspettare di trovare una famiglia in piena febbre sciamatoria prima di preparare il materiale significa spesso arrivare tardi.

2. Attenzione alle celle reali

Durante le visite primaverili le celle reali sono uno dei segnali che meritano maggiore attenzione.

Ma trovare una struttura simile a una cella reale non significa automaticamente che uno sciame partirà il giorno successivo. Bisogna osservare il quadro complessivo della famiglia e capire cosa sta succedendo.

È importante anche distinguere tra semplici cupolini e celle reali effettivamente in sviluppo.

Un errore che vediamo fare spesso è aprire l’arnia, trovare qualche cella e limitarsi a eliminarla senza chiedersi perché la famiglia abbia iniziato a costruirla.

Togliere una cella non elimina necessariamente le condizioni che hanno portato la colonia verso la sciamatura.

3. Il melario aiuta, ma non risolve tutto

Durante una buona fioritura una famiglia forte può avere bisogno di spazio per il nettare.

È qui che entra in gioco il melario.

Nel precedente articolo abbiamo visto quando mettere il melario e come prepararsi alle fioriture di maggio.

👉 LEGGI: Quando Mettere il Melario e Prepararsi al Raccolto

Dare spazio al momento corretto è importante, ma non bisogna pensare che aggiungere un melario sia automaticamente sufficiente a fermare una famiglia che ha già imboccato la strada della sciamatura.

Sono due aspetti collegati, ma non sono la stessa cosa.

4. Creare un nuovo nucleo può diventare un’opportunità

Quando abbiamo famiglie molto forti, una delle possibilità gestionali è utilizzare parte delle loro risorse per formare nuovi nuclei, quando le condizioni lo consentono.

In questo modo ciò che inizialmente rappresentava un problema può entrare nella programmazione dell’apiario.

Naturalmente bisogna sapere cosa stiamo facendo: formazione del nucleo, presenza o introduzione della regina, quantità di api e covata e periodo della stagione devono essere valutati correttamente.

Ed è proprio in primavera che conviene avere a disposizione qualche portasciami pronto. Anche perché non serve soltanto per i nuclei: può diventare molto utile quando ci troviamo davanti a uno sciame vero e proprio.

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5. Se lo sciame è già partito?

Prima o poi capita praticamente a tutti.

Arriviamo in apiario e troviamo una massa di api appesa a un ramo, a una recinzione o, naturalmente, nel punto meno comodo possibile.

A quel punto cambia completamente il lavoro.

Servono un portasciami, l’abbigliamento adeguato e gli strumenti necessari per recuperare lo sciame in sicurezza. Quando possibile, avere questo materiale già nel mezzo durante il periodo della sciamatura evita di perdere tempo prezioso.

La sciamatura si previene soprattutto osservando le famiglie

Non esiste un singolo intervento capace di risolvere qualsiasi situazione.

La gestione della sciamatura delle api parte soprattutto dalla conoscenza delle proprie colonie. Famiglie forti, spazio disponibile, andamento della covata, celle reali, fioriture e velocità di sviluppo devono essere letti insieme.

Più conosciamo il nostro apiario, più diventa facile accorgerci quando qualcosa sta cambiando.

Ed è proprio questo il vantaggio delle visite fatte con uno scopo: non aprire le arnie soltanto per guardare, ma sapere cosa stiamo cercando.

Prima che inizi il periodo più intenso, controlla anche il materiale che hai a disposizione. Portasciami, telaini, fogli cerei e attrezzatura per la gestione delle famiglie sono molto più utili quando sono già pronti.

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Savuto Apicoltura — Apicoltori dal 1978.

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