Miele di qualità certificata: cosa prevede il nuovo disciplinare
Articolo aggiornato al 20 ottobre 2026. Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il miele italiano potrebbe presto avere un nuovo modo per farsi riconoscere sugli scaffali. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha preparato lo schema di decreto per il “Miele di qualità certificata”: un marchio con requisiti molto più severi di quelli previsti oggi dalla legge.
Vediamo cosa prevede, a chi si rivolge e cosa può significare per chi produce miele.
Che cos’è
Il “Miele di qualità certificata” fa parte del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ), lo stesso quadro che il Ministero usa per valorizzare le produzioni zootecniche di eccellenza.
Due cose sono importanti da chiarire subito:
- È volontario. Nessun apicoltore è obbligato ad aderire. Chi non lo fa continua a vendere il proprio miele come oggi, rispettando le regole ordinarie.
- Riguarda il miele destinato al consumatore finale. Restano esclusi il miele per uso industriale e gli altri prodotti dell’alveare.
Il marchio certifica il metodo di produzione e la qualità del prodotto, non la provenienza. L’origine del miele va comunque indicata in etichetta, come già avviene oggi.
I requisiti principali
Per poter usare la dicitura “Miele di qualità certificata” bisogna rispettare tutti questi punti.
Umidità massima del 17%
La normativa ordinaria consente fino al 20%. Un miele più asciutto si conserva meglio e corre meno rischi di fermentazione.
HMF sotto controllo
L’idrossimetilfurfurale (HMF) indica quanto un miele è stato riscaldato o quanto è invecchiato. Il disciplinare fissa un massimo di 15 mg/kg al momento dell’invasettamento e di 35 mg/kg durante la commercializzazione. Il limite di legge ordinario è 40 mg/kg.
Solo estrazione per centrifugazione
I favi devono essere lavorati con smielatori centrifughi. Sono vietate pastorizzazione e sterilizzazione.
Mai oltre 40 °C
La temperatura non può superare i 40 °C in nessuna fase della lavorazione, dall’estrazione al confezionamento.
Limiti severi sui residui di acaricidi
Per i trattamenti contro la varroa il limite è di 0,020 mg/kg per ciascun acaricida e di 0,030 mg/kg come somma. Per il miele biologico valgono i limiti più restrittivi già previsti dalla normativa di settore.
Nutrizione delle api solo quando serve
È ammessa solo la nutrizione di soccorso, in caso di reale scarsità di risorse, e va interrotta almeno 10 giorni prima della posa dei melari. Si può usare solo zucchero: sono vietati gli sciroppi di mais, frumento o riso e i sostituti proteici del polline.
Tracciabilità di filiera
Servono procedure documentate lungo tutta la catena, dall’allevamento delle api fino alla vendita.
Chi controlla
Il marchio è del Ministero, ma i controlli sono affidati a organismi di certificazione indipendenti, autorizzati dal MASAF. Funziona come per il biologico o le DOP: l’apicoltore sceglie un organismo abilitato e si sottopone alle sue verifiche, cioè ispezioni in azienda, controllo dei registri e analisi del miele. Solo se è tutto in regola può usare la dicitura in etichetta.
A che punto siamo
Il 13 luglio 2026 lo schema di decreto è stato notificato alla Commissione europea con la procedura TRIS. È seguito un periodo di “standstill” di tre mesi, durante il quale la Commissione e gli altri Stati membri possono esaminare il testo e fare osservazioni.
Il decreto non poteva essere adottato prima del 14 ottobre 2026. Ora si attende l’adozione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo sarà disponibile l’elenco degli organismi autorizzati a certificare.
Come abbassare l’umidità del miele: i concentratori
Il requisito più impegnativo del disciplinare è l’umidità al massimo del 17%. Una buona gestione in apiario aiuta: si raccolgono solo melari con favi ben opercolati e si smiela in ambienti asciutti. In annate umide, o con certe fioriture, il miele può però superare comunque la soglia anche se raccolto maturo.
In questi casi la soluzione è un concentratore (o deumidificatore) per miele, che toglie l’acqua in eccesso in modo graduale e controllato. Il miele viene steso in uno strato sottile ed esposto ad aria secca, così l’umidità evapora senza bisogno di alte temperature e restano tutti i requisiti del disciplinare, a cominciare dal limite dei 40 °C.
Ecco le soluzioni che proponiamo, in base alla quantità di miele da lavorare.
Per piccole produzioni e per iniziare
Concentratore per Miele a Cascata
Il miele scende a cascata in un velo sottile e cede l’umidità all’aria. È una soluzione semplice ed economica per chi vuole correggere piccoli lotti senza grandi investimenti.
Concentratore/Deumidificatore Miele a Dischi 50 L / ~70 kg – SAF NATURA
Concentratore/Deumidificatore miele a dischi Acciaio inox 50 L / ~70 kg
Nei modelli a dischi, i dischi rotanti raccolgono continuamente il miele e lo espongono all’aria in un film sottile, così l’evaporazione è uniforme. Con circa 70 kg per ciclo sono adatti all’apicoltore hobbista evoluto e alle piccole aziende.
Per aziende medie
Concentratore/Deumidificatore miele a dischi Acciaio inox 100 L / ~150 kg
Lo stesso principio a dischi, con il doppio della capacità: circa 150 kg per ciclo. È il punto di equilibrio per chi lavora diversi quintali di miele a stagione.
Concentratore/Deumidificatore miele a dischi Acciaio inox 215 L / ~300 kg
Per chi vuole trattare lotti più grandi in un’unica lavorazione, circa 300 kg per ciclo.
Per laboratori professionali
Concentratore/Deumidificatore Professionale per Miele 200 L – Acciaio Inox
Concentratore per miele a ventilazione forzata – 300 kg (a tubi)
Sono sistemi a ventilazione forzata, pensati per laboratori con grandi volumi che hanno bisogno di rese elevate e di un processo continuo.
Un consiglio pratico: qualunque modello scegliate, misurate l’umidità con un rifrattometro prima e dopo la lavorazione e impostate le temperature in modo da restare sempre sotto i 40 °C. Così il miele è pronto per il disciplinare e mantiene intatti aroma ed enzimi.
In sintesi
- È un marchio volontario del MASAF, nel sistema SQNZ.
- Prevede umidità al massimo del 17%, HMF basso, solo centrifugazione e mai oltre 40 °C.
- I controlli sono affidati a organismi indipendenti autorizzati.
- Si attende l’adozione definitiva del decreto, dopo la fine dell’esame europeo.
Seguiremo gli sviluppi e aggiorneremo questo articolo appena il decreto sarà pubblicato.
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