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Varroa: Come Riconoscerla, Monitorarla e Controllarla

Varroa delle api: acaro Varroa destructor su un’ape adulta

Ogni Apicoltore dall’hobbista al professionista deve fare i conti con la varroa.

Non è uno di quei problemi che possiamo semplicemente ignorare perché le famiglie sembrano forti. In apiario può capitare di aprire un alveare pieno di api, con covata e scorte apparentemente nella norma, e avere comunque un livello di infestazione che richiede attenzione.

La Varroa destructor è infatti uno dei principali problemi sanitari dell’apicoltura e la sua gestione deve entrare nella normale conduzione dell’apiario.

Con gli anni abbiamo imparato soprattutto una cosa: con la varroa è molto meglio sapere cosa sta succedendo prima di iniziare a vedere famiglie in evidente difficoltà.

Per questo non parleremo soltanto di trattamenti. Vedremo cos’è la varroa, come si sviluppa, perché la covata è così importante, come monitorarne la presenza e perché la strategia di controllo deve essere ragionata durante tutta la stagione.

Nota importante: questo articolo ha esclusivamente finalità informative e non sostituisce le indicazioni contenute nell’RPC o nel foglietto illustrativo dei medicinali veterinari, le disposizioni delle autorità sanitarie competenti o il parere del medico veterinario. Autorizzazioni, modalità d’impiego e indicazioni possono cambiare. Prima di utilizzare qualsiasi medicinale veterinario verifica sempre le informazioni aggiornate del prodotto e le disposizioni applicabili.

Cos’è la Varroa destructor?

La Varroa destructor è un acaro parassita delle api.

Il problema non è soltanto la presenza dell’acaro adulto che possiamo occasionalmente osservare sull’ape. Una parte fondamentale del suo ciclo riproduttivo avviene all’interno della covata opercolata.

Ed è proprio questo che rende la gestione della varroa più complessa di quanto possa sembrare.

Quando nell’alveare è presente molta covata opercolata, una parte della popolazione di varroa si trova protetta all’interno delle celle. Di conseguenza, la presenza o l’assenza di covata diventa uno degli elementi fondamentali da considerare quando si pianifica una strategia di controllo.

Varroa, inoltre, non rappresenta soltanto un problema diretto per l’ape. L’infestazione è strettamente legata anche alla diffusione e all’impatto di diversi virus delle api.

Per approfondire la patologia possiamo inserire qui il collegamento alla pagina ufficiale dedicata alla varroatosi del Ministero della Salute.

Vedere una varroa sull’ape non è un buon sistema di monitoraggio

Questo è uno degli errori che un apicoltore alle prime armi può facilmente commettere.

Si apre l’arnia, si osservano le api sui telaini e si pensa:

“Non vedo varroe, quindi siamo a posto.”

Purtroppo non funziona così.

La presenza di acari visibili sulle api può certamente essere un segnale, ma l’assenza di varroe osservabili a occhio nudo non dimostra che l’infestazione sia bassa.

Quando iniziamo a vedere con facilità api con varroe addosso, ali deformate o altri segnali evidenti di sofferenza, non siamo necessariamente davanti all’inizio del problema.

Per questo il controllo della varroa deve basarsi anche sul monitoraggio, non soltanto sull’osservazione occasionale durante la visita.

Perché monitorare la varroa durante la stagione

Monitorare significa cercare di capire quale sia la situazione reale della famiglia.

Esistono differenti tecniche utilizzate dagli apicoltori per valutare l’infestazione, tra cui metodi basati sul campionamento delle api e il controllo della caduta degli acari.

Ogni sistema ha caratteristiche, vantaggi e limiti propri.

Il punto fondamentale, però, è un altro: non aspettare che la famiglia mostri sintomi evidenti prima di interessarsi alla varroa.

Un monitoraggio fatto nei momenti opportuni permette di avere informazioni utili per decidere come gestire l’apiario e per verificare l’efficacia della strategia adottata.

Questo è particolarmente importante quando gestiamo più alveari.

Due famiglie poste nello stesso apiario possono infatti non trovarsi necessariamente nelle stesse condizioni.

Varroa e covata: perché dobbiamo sempre guardare cosa succede nell’alveare

Quando parliamo di trattamenti antivarroa, non possiamo limitarci a chiedere:

“Qual è il prodotto migliore?”

Prima dobbiamo capire in quale condizione si trova la famiglia.

C’è covata?

Quanta?

È presente covata opercolata?

In che periodo dell’anno ci troviamo?

Abbiamo ancora melari destinati alla produzione?

Qual è il livello di infestazione?

Quale prodotto intendiamo utilizzare e quali sono esattamente le sue condizioni autorizzate d’impiego?

Sono domande molto più importanti del semplice nome commerciale scritto sulla confezione.

La strategia antivarroa deve infatti considerare contemporaneamente biologia della varroa, situazione della colonia e caratteristiche del medicinale utilizzato.

Anche l’EMA considera i medicinali veterinari contro Varroa come una componente di programmi integrati di controllo, insieme alle buone pratiche apistiche e alle altre misure di gestione.  

Il controllo della varroa non è un solo trattamento

Un altro errore frequente è immaginare la gestione della varroa come un intervento isolato.

“Faccio il trattamento e per quest’anno non ci penso più.”

Nella pratica non ragioniamo così.

La gestione deve essere inserita nel calendario dell’apiario e accompagnata dal monitoraggio.

L’obiettivo non è pensare di eliminare definitivamente Varroa destructor dall’apiario con un singolo intervento, ma mantenere l’infestazione sotto controllo attraverso una strategia programmata e verificata nel tempo.

Questo significa anche evitare automatismi.

Fare ogni anno esattamente la stessa cosa nello stesso giorno, senza osservare famiglie, covata, andamento stagionale e condizioni di utilizzo del prodotto, non è il modo migliore di affrontare il problema.

Dopo la raccolta del miele arriva un momento delicato

Uno dei periodi ai quali prestiamo maggiore attenzione è quello successivo alla raccolta principale.

Il motivo è semplice.

La stagione produttiva non è ancora finita dal punto di vista biologico della colonia. Le api che nasceranno successivamente avranno un ruolo fondamentale nella preparazione della famiglia verso i mesi più difficili.

Lasciare crescere eccessivamente l’infestazione in questa fase può compromettere proprio le generazioni di api di cui avremo bisogno più avanti.

Per questo raccolta dei melari e gestione della varroa sono due argomenti strettamente collegati nel calendario dell’apicoltore.

👉 LEGGI: Raccolta dei Melari – Quando e Come Raccogliere il Miele dall’Apiario

Una volta terminata la fase produttiva interessata, bisogna valutare la situazione dell’apiario e pianificare correttamente il controllo della varroa.

E in inverno?

L’altro momento particolarmente interessante è quello in cui la quantità di covata si riduce fortemente o, nelle condizioni in cui avviene, si raggiunge un periodo di assenza di covata.

Dal punto di vista della varroa è una situazione molto diversa rispetto a un alveare con numerosi telaini di covata opercolata.

Ed è esattamente per questo che non tutti i prodotti antivarroa possono essere considerati intercambiabili e non tutti i trattamenti vengono utilizzati nello stesso momento.

La scelta deve sempre essere fatta sulla base delle condizioni dell’alveare e delle indicazioni autorizzate del medicinale che intendiamo utilizzare.

Quali prodotti si utilizzano contro la varroa?

Arriviamo alla domanda che probabilmente interessa maggiormente chi è arrivato a questo articolo cercando una soluzione.

Per il controllo della varroa esistono medicinali veterinari autorizzati basati su differenti principi attivi e formulazioni.

Possiamo incontrare, a seconda dei medicinali autorizzati e disponibili, prodotti basati ad esempio su acido ossalico, acido formico, timolo oppure altri principi attivi acaricidi.

Esistono anche formulazioni che combinano più sostanze. VarroMed, per esempio, è un medicinale veterinario autorizzato a livello europeo contenente acido ossalico diidrato e acido formico.  

Ma attenzione: conoscere il principio attivo non basta per stabilire come utilizzare un prodotto.

Formulazione, modalità di somministrazione, dose, durata, condizioni ambientali, presenza di melari, eventuali tempi di attesa e altre precauzioni dipendono dal singolo medicinale e dal relativo RPC.

Prodotti antivarroa disponibili nel nostro shop

Per questo nella nostra categoria dedicata abbiamo raccolto i prodotti sanitari per l’apicoltura che trattiamo.

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Naturale non significa “posso usarlo come voglio”

Questo merita un paragrafo specifico.

Acido ossalico, acido formico e timolo vengono spesso definiti in maniera generica sostanze “naturali”.

Da qui può nascere un equivoco pericoloso:

“Se è naturale, posso preparare io qualcosa e utilizzarlo nell’alveare.”

Quando stiamo parlando del trattamento di una patologia delle api, dobbiamo invece ragionare in termini di medicinali veterinari autorizzati e relative condizioni d’impiego.

Non bisogna confondere il nome di una sostanza con l’autorizzazione di uno specifico medicinale.

Il fatto che conosciamo il principio attivo non significa che possiamo improvvisare concentrazioni, miscele o modalità di somministrazione.

Seguire sempre RPC e foglietto illustrativo

È probabilmente il consiglio più importante dell’intero articolo.

Quando utilizziamo un medicinale veterinario antivarroa dobbiamo leggere le indicazioni del prodotto specifico che abbiamo davanti.

Non quelle ricordate dall’anno scorso.

Non quelle del prodotto simile usato da un altro apicoltore.

E nemmeno quelle trovate in un vecchio post online.

Il Ministero della Salute mette a disposizione il Prontuario online dei medicinali veterinari, attraverso il quale è possibile consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali veterinari autorizzati sul territorio nazionale. Il Prontuario viene aggiornato quotidianamente.  

👉 CONSULTA IL PRONTUARIO DEI MEDICINALI VETERINARI DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Esiste inoltre la Banca dati dei medicinali veterinari, anch’essa aggiornata quotidianamente, attraverso la quale è possibile verificare i medicinali autorizzati alla commercializzazione o in stato di sospensione.  

Attenzione alle temperature e alle condizioni ambientali

Un’altra ragione per cui non possiamo scrivere una tabella universale del tipo “prodotto X = temperatura Y” riguarda proprio le differenze tra medicinali.

Le condizioni ambientali possono influenzare il comportamento e l’efficacia dei trattamenti.

La stessa EMA evidenzia, nelle proprie linee guida scientifiche sui medicinali contro Varroa destructor, l’importanza delle condizioni climatiche e di informazioni come temperatura e precipitazioni nella valutazione delle prestazioni dei prodotti.  

Di conseguenza, se un prodotto riporta uno specifico intervallo o particolari condizioni di utilizzo, quelle indicazioni fanno parte del corretto impiego del medicinale.

Non vanno adattate sulla base del “io ho sempre fatto così”.

Trattamenti e melari: non improvvisiamo

Questo è un altro punto sul quale bisogna prestare particolare attenzione.

La presenza di melari destinati alla produzione di miele per il consumo umano deve essere valutata sulla base delle indicazioni dello specifico medicinale veterinario.

Non esiste una regola che possiamo applicare indistintamente a qualsiasi prodotto.

Prima del trattamento bisogna quindi controllare il relativo RPC/foglietto illustrativo e rispettare le prescrizioni previste.

Ed è anche uno dei motivi per cui la programmazione del controllo della varroa deve dialogare con il calendario delle produzioni.

Tecniche apistiche e controllo integrato

Gestire Varroa destructor non significa necessariamente pensare esclusivamente al medicinale.

Esistono tecniche apistiche che possono entrare in una strategia integrata di controllo.

In funzione della conduzione dell’apiario possono essere utilizzate, per esempio, tecniche volte a intervenire sulla covata o sul ciclo riproduttivo dell’acaro.

L’aspetto importante è considerarli strumenti di una strategia, non ricette universali.

Persino l’EMA, parlando del controllo integrato della varroa, richiama la possibilità di associare i medicinali a tecniche non chimiche di gestione.  

Perché alternare e ragionare sulle strategie

Utilizzare sempre in maniera indiscriminata la stessa soluzione può inoltre favorire problemi di efficacia e, per determinati principi attivi, selezione di popolazioni meno sensibili.

Anche per questo la gestione moderna della varroa deve essere ragionata.

Monitoraggio, corretta applicazione dei medicinali autorizzati, tecniche apistiche e verifica dei risultati devono lavorare insieme.

Non significa cambiare prodotto casualmente ogni anno.

Significa costruire una strategia consapevole, valutando ciò che sta realmente succedendo nelle famiglie.

Dopo il trattamento controlliamo cosa è successo

Il trattamento non dovrebbe concludersi semplicemente con la rimozione delle strisce, delle vaschette o di qualsiasi altro dispositivo previsto dal prodotto.

Dobbiamo cercare di capire se la strategia ha funzionato.

Il monitoraggio successivo può darci informazioni importanti sull’andamento dell’infestazione e aiutarci a individuare situazioni che richiedono ulteriore attenzione.

È particolarmente importante quando abbiamo molte famiglie.

Se dieci alveari reagiscono in un modo e uno presenta una situazione completamente diversa, quell’alveare merita di essere osservato.

L’apiario ci dà continuamente informazioni. Dobbiamo semplicemente abituarci a leggerle.

Gli errori da evitare nella lotta alla varroa

Dopo tanti anni con le api, gli errori che vediamo ripetersi sono spesso gli stessi.

Aspettare di vedere varroe sulle api prima di preoccuparsi. Trattare senza conoscere la situazione della famiglia. Utilizzare un prodotto perché “lo usa un amico”. Modificare dosi o durata. Non rispettare le condizioni riportate dal produttore. Dimenticare il rapporto tra trattamento, covata e produzione di miele. Non verificare il risultato dopo l’intervento.

E soprattutto:

pensare che la varroa sia un problema da affrontare una volta all’anno e poi dimenticare.

Non lo è.

Controllare la varroa significa proteggere le famiglie che verranno

Quando interveniamo contro la varroa non stiamo semplicemente cercando di eliminare qualche acaro dalle api che abbiamo davanti.

Stiamo proteggendo l’equilibrio della colonia e le generazioni successive.

È per questo che il controllo della varroa delle api deve diventare parte della normale gestione dell’apiario, esattamente come controllare la regina, osservare la covata, valutare le scorte o preparare le famiglie all’inverno.

Non esiste il prodotto magico che sostituisce l’osservazione dell’apicoltore.

Esistono invece monitoraggio, prodotti autorizzati, corretta applicazione e una strategia costruita sulle condizioni reali delle famiglie.

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Prima dell’utilizzo consulta sempre l’RPC e il foglietto illustrativo aggiornato del medicinale.

Savuto Apicoltura — Apicoltori dal 1978.

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